Carenza reiterata del personale specializzato OTAS negli ambiti di Fassa e Fiemme.

Canazei, 26 maggio 2014

Ill.mo Prof. Cesare Bernard (Presidente del Consei General)

E.p.c.

Ill.ma Prof.ssa Cristina Donei (Procuradora del Comun General de Fascia)

INTERROGAZIONE 

Oggetto: carenza reiterata del personale specializzato OTAS negli ambiti di Fassa e Fiemme. 

            Premesso che, qualche anno fa, TE118, su richiesta delle associazioni di soccorso della valle ma anche del mondo politico, ha deciso di estendere alle 24H 7 giorni su 7 il servizio di auto-sanitaria in val di Fassa presso la postazione di Pozza.  La postazione di cui sopra non disponeva di personale OTAS sufficiente per garantire tale servizio ciò perché, a seguito di pensionamenti,  trasferimenti, dimissioni , se ne sono andati ben 3 OTAS mai sostituiti. Continua a leggere

Interrogazione al Comun General de Fascia: Hockey Club Fassa, quali gli interventi a sostegno attuati e quali in previsione?

Interrogazione

Oggetto: Hockey Club Fassa, quali gli interventi a sostegno attuati e quali in previsione?

Premessa

dal "Trentino" del 2 luglio 2013

dal “Trentino” del 2 luglio 2013

La situazione critica in cui versa la Società sportiva Hockey Club Fassa è ormai nota a tutti, dopo gli innumerevoli interventi, di svariati soggetti, su quotidiani e media locali. Due sono le motivazioni principali di questa difficile situazione, la prima fa sicuramente riferimento al periodo di contrazione economica che ha colpito l’intero Paese, provocando una riduzione dei budget di tutte le imprese e, di conseguenza, una riduzione degli investimenti nelle sponsorizzazioni sportive. La seconda causa, forse ancora più importante, sia per la valenza di peso economico, quanto per i fattori che l’hanno causata, è quella del mancato contributo della Provincia Autonoma di Trento per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico sul tetto dello stadio del ghiaccio “Gianmario Scola”. Continua a leggere

La 1^ Commissione Permanente boccia il ddl 233 sui referendum delle Minoranze Linguistiche

       “Ubi maior minor cessat”, con questa ancora oggi popolare locuzione latina voglio inquadrare la bocciatura, da parte della Prima Commissione permanente del Consiglio Provinciale, del Disegno di Legge 233 che proponeva di modificare la Legge Provinciale sui Referendum, diminuendo da 1500 a 500 le sottoscrizioni necessarie per indire una proposta referendaria con oggetto interessi delle Minoranze Linguistiche Ladine, Mochene e Cimbre.

immagine artUna proposta sicuramente tutta a vantaggio delle popolazioni di minoranza linguistica, che perseguiva quell’idea di Autonomia, in questo caso decisionale e di opinione, di cui tanti (forse troppi) si riempiono la bocca. Un Disegno di Legge che mirava a dare la possibilità anche alle Minoranze Linguistiche di poter scegliere, decidere su norme e leggi che le riguardano; possibilità che, allo stato dell’arte, viene “castrata” da due fossati: Continua a leggere

Solidarietà alla Lega Nord per l’attacco anarchico a Trento

COMUNICATO STAMPA
L’Associazione Fassa esprime la propria solidarietà alla Lega Nord Trentino e ai suoi attivisti, travolti oggi da un puerile quanto antidemocratico attacco in Piazza Duomo a Trento! Oggi si è scritta una brutta pagina per la politica e per la società civile Trentina, una pagina che ci auguriamo non trovi repliche in futuro e che viga, d’ora in avanti, il buonsenso del rispetto dell’altrui pensiero.
Il Segretario Politico Associazione Fassa
LUCA GUGLIELMI

IMU, situazioni non considerate

In seguito alle numerose segnalazioni, quesiti e dubbi pervenutici anche via mail, l’Associazione Fassa ha deciso di farsi portavoce delle numerose persone che, a fronte dell’ulteriore balzello romano, l’IMU, si trovano, per svariati motivi, in difficoltà.

Il tempo a disposizione dei comuni, gli interlocutori di questa nuova imposta, per prepararsi all’attuazione della normativa è stato poco; talmente poco da non permettere un’accurata analisi di tutti i fattori da essa derivanti.

Non è il caso di perdere ulteriore tempo criticando o polemizzando sulle percentuali dell’ammontare economico di questa imposta. A riguardo, si sono largamente espressi altri. Ciononostante, il peso di questa imposta, soprattutto in riferimento alla prima casa (oggetto di indiscussa attenzione sociale), è veramente impattante.

Le problematiche che l’Associazione Fassa ha rilevato dalle mail ricevute e parlando con la popolazione sono svariate, ma per la maggior parte fanno capo all’ennesima nuova tassa. Siamo convinti che il motivo principale che ha portato a tale confusione ed incertezza sia dovuta alla troppa fretta, alla eccessiva velocità con cui è stata attuata l’IMU. Questa situazione ha portato la popolazione a confrontarsi molto spesso con registrazioni di proprietà al catasto mal interpretate e, in altri casi, ad affrontare situazioni non prevedibili, anche dal legislatore; se consideriamo che la vecchia ICI veniva calcolata secondo altri principi e, rispetto alla nuova IMU, consentiva maggiori agevolazioni e sgravi, proprio in sintonia con quell’attenzione sociale di cui sopra!

L’Associazione Fassa vuole portare come esempio:

  • quelle persone che, per motivi di lavoro hanno dovuto spostare la loro residenza e si trovano adesso ad avere la “prima casa”, nel proprio paese d’origine, tassata come seconda abitazione.
  • quelle abitazioni intestate a persone diverse da coloro che vi risiedono, come la casa del genitore data in comodato d’uso al proprio figlio o viceversa, considerata e tassata come seconda casa.
  • quelle persone anziane, o diversamente abili, che, dopo anni di sacrifici, vedono la propria casa ipertassata a fronte di una pensione spesso appena sufficiente per vivere, tanto da  dover impiegare più mensilità per saldare il romano balzello.

Anche in Valle di Fassa, la cosiddetta “isola felice”, queste realtà esistono (e non andrebbero ignorate), ma in Fassa abbiamo il millantato Comun General: la sintesi di tutti e 7 i Comuni. Questo nuovo Ente che, a causa delle (attuali) poche competenze, arranca alla ricerca del proprio spazio, dimostri alla Comunità di Fassa che sa come e dove muoversi, ma soprattutto che ha gli strumenti (organici ed economici) per poterlo fare.

Per questo l’Associazione Fassa vuole porre questi argomenti proprio all’attenzione del Comun General de Fascia e, in particolare, all’Assessorato alle Politiche Sociali, augurandosi vi sia una precisa presa di posizione indirizzata all’aiuto ed al sostegno di queste realtà in difficoltà. Nondimeno chiede allo stesso Comun General, nella persona della Procuradora, di essere promotore, con tutti i sindaci, di un tavolo di lavoro volto a trovare soluzioni concrete e immediate a queste pesanti situazioni, impreviste e non ancora considerate.

Elena Testor
Luca Guglielmi