Diritto di replica al Segretario UAL Luigi Chiocchetti

Il Premio Nobel per la Letteratura Hermann Hesse diceva: “Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino” e credo che, dopo l’intervento del segretario politico della UAL Luigi Chiocchetti, questo aforisma trovi, anche nella nostra piccola Valle, conferma.
Dispiace, ma allo stesso tempo rallegra, leggere il contenuto del comunicato stampa diramato nei giorni scorsi dal segretario Chiocchetti. Dispiace perché ancora una volta, per colpa di personalismi figli del fallimento della vecchia politica, qualcuno ha anteposto agli interessi della Valle, un rigurgito di offese e critiche nei confronti dell'”avversario”.
Ma quale l’oggetto di tanto diffamante ardore? Un comunicato, a mia firma, a difesa delle prerogative dell’unica minoranza linguistica ladina in Trentino, quella di Fassa, minacciata dalla proposta, avanzata da alcuni, di riconoscere come tale anche i nonesi. Ci ho pensato, pensato a lungo, ma veramente non riesco a capire dove stia l’errore in tutto ciò. E’ forse sbagliato difendere la specificità del proprio Popolo, della propria Terra? E’ così populista dire che i nonesi non possono ambire ad un riconoscimento uguale alla fiera Comunità di Fassa?
Probabilmente il Chiocchetti si è preso una bella scottatura, non dovrebbe essere infatti che, il Consigliere provinciale ladino nonché Assessore regionale alle Minoranze Linguistiche, arrivasse secondo a qualcuno su temi di propria competenza, come quello di questo specifico caso.
Ma, a riguardo, non voglio dilungarmi oltre, sottolineo nuovamente, qualora ve ne fosse bisogno, l’impegno mio e dell’Associazione Fassa su questo come su altri temi di importante rilevanza per la nostra Valle, la polemica preelettorale iniziata da qualcuno che si è appena svegliato da un sonno di cinque anni, non mi interessa.
Voglio però ringraziare il segretario della Ual, perché con il suo intervento ha aiutato notevolmente il sottoscritto e tutto il giovane movimento che rappresento, nel chiarire alla gente quanto, non solo nelle idee, Fassa sia diversa dalla Ual. E’ ora di chiudere questa povera pagina politica italiana, trentina e fassana, per cui al ben comun si antepongono interessi elettorali.
L’Associazione Fassa, le sterili polemiche, gli sterili attacchi li lascia alla prima, alla seconda repubblica, li lascia alla UAL.
Concludo con un personale ringraziamento al Chiocchetti per l’aggettivo con cui alla fine del comunicato mi ha apostrofato: “populista”. Credo che questo termine sia stato un pochino inflazionato dall’inadeguatezza delle situazioni in cui è stato, troppo spesso, pronunciato; ma se il segretario della Ual intendeva con questo dire che il sottoscritto, nell’azione, demonizza l’attuale inadeguatezza della politica fassana per esaltare e dare voce al Popolo, il popolo di Fassa, beh allora non poteva trovare aggettivo più adeguato!

Luca Guglielmi

Il Consigliere Ladino dovrebbe rappresentare tutti i Ladini Fassani

In riferimento al comunicato stampa apparso sui quotidiani del 16 dicembre da parte del Consigliere Luigi Chiocchetti vorrei esprimere la mia posizione come Presidente dell’ASSOCIAZIONE FASSA e di tutto il suo Consiglio Direttivo. Mi pare che la questione non sia incentrata sull’argomento: “ladinità nonesa”, ma più sulla posizione che il movimento di cui io sono Presidente abbia intrapreso. Non tanto perché il segretario politico della Ual non ne condivida la posizione, ma pare, più perché portata avanti da chi, secondo lui, forse non ne avrebbe avuto il diritto. Innanzitutto vorrei chiarire al Consigliere Ladino che dovrebbe scindere il suo ruolo di segretario politico di un movimento politico da quello di consigliere ladino, perché nel ruolo di consigliere ladino dovrebbe rappresentare a Trento TUTTI i Ladini Fassani e non solo quelli che, forse, lui considera di serie A perché appartenenti al partito di cui lui è segretario politico.
Credo che anche l’Associazione Fassa abbia l’OBBLIGO di difendere ciò che per noi tutti è di fondamentale importanza cioè la tutela della nostra Minoranza Linguistica; quello per cui i nostri predecessori si sono battuti, e siamo convinti che nessuno in Valle debba arroccarsi di un diritto di cui non è proprietario perché il senso d’APPARTENENZA va ben oltre i partiti politici.
Per quanto riguarda il Comun General non credo sia stato sbagliato dare la possibilità alla gente di potersi esprimere su un Ente di cui i costi ed i millantati benefici vanno a ricadere direttamente sulle loro spalle. Il Comun General è importante per la nostra Valle? Bene, inizi a dare i suoi frutti concretamente, con l’auspicio che, alla prossima Gran Radunanza, vi sia più partecipazione.
Vorrei infine rimarcare che l’Associazione Fassa, movimento libero, senza né padri né padroni, pratica una Politica che parte dal Territorio e dalla Gente e che dunque le relazioni con altri soggetti politici con cui intreccia i propri rapporti nascono esclusivamente da questo principio.
Quindi, se mi è permesso, consiglierei al segretario politico della Ual di non perdere tempo a criticare le collaborazioni su determinati argomenti con altre forze politiche dell’Associazione Fassa, ma a rivedere le proprie alleanze, che sul territorio si spendono ben poco, sia in tempo che in risorse, e mi pare il caso di evidenziare come esempio la nostra Regina delle Dolomiti, la Marmolada.

Elena Testor

Senatore Divina; Nessun conflitto sul riconoscimento di Ladinità

Solitamente, con il termine “ladine”, si fa riferimento alle popolazioni appartenenti al territorio della Valle di Fassa, anche se in Trentino vi sono dei dialetti, come il “nones” e il “solandro” che hanno un proprio sviluppo e che pare assorbano declinazioni e influssi anche dello stesso dialetto ladino.
Fino ad oggi, agli abitanti della Valle di Non e della Valle di Sole, non è stato
riconosciuto lo status di minoranza linguistica ladina, anche perché, a fronte dei dati rilevati dal censimento del 2011, si possono notare le discrepanze percentuali tra coloro che si ritengono ladini in Val di Fassa (Comuni che sfiorano il 90%) e quelli dichiaratisi ladini nelle Valle di Non e Sole (meno del 25%).

Al di là quindi di posizioni politiche, pur legittime, che vorrebbero riconoscere alle Valli del Noce lo Status di “minoranza linguistica ladina”, la Lega Nord Trentino ad oggi riconosce esclusivamente la “ladinità” alle comunità della Valle di Fassa, le quali sia nella propria cultura sia nella parlata locale, rispecchiano tutti i tratti tipici della “ladinità”.

Nessun problema quindi di discrasia rispetto alla posizione della Associazione Fassa anche se alcuni rappresentanti politici hanno voluto speculare sulla questione.

Sen. Sergio Divina
Lega Nord Trentino

I nonesi e i Ladini del Sella

L’Associazione Fassa, venuta a conoscenza della volontà, da parte della Consigliera Caterina Dominici e di altri 12 Consiglieri provinciali, di presentare domani, durante la discussione del bilancio annuale 2013, un ordine del giorno volto al riconoscimento della minoranza linguistica noneso ladina; ribadisce con rinnovata forza e chiarezza la propria contrarietà ad una faccenda che dall’ironia sta sfociando nel grottesco.
L’Associazione Fassa rimarca che, pur riconoscendo al dialetto noneso tratti linguistici somiglianti al ladino essi non sono sufficienti a legittimare alcuna ipotesi di parificazione con quella dei ladini del Sella.
L’Associazione Fassa quindi fa appello a tutti i movimenti, a tutte le Associazioni e Istituzioni fassane e ladine di intervenire unitariamente, con forza e coraggio opponendosi a questo pericoloso precedente che potrebbe portare, esclusivamente per interessi di tipo economico ed elettorale (perché di questo si tratta), ad una imbarazzante reazione a catena.
Concludendo, l’Associazione Fassa, a difesa delle prerogative della vera ed unica minoranza linguistica ladina in provincia di Trento, quella di Fassa, annuncia fin da ora che si avvarrà di tutti gli strumenti in proprio possesso per ostacolare ed impedire che questa capricciosa richiesta trovi terreno fertile.

Luca Guglielmi

Il significato dell’opposizione al Governo Monti. Luci e ombre sul suo operato

L’Associazione Fassa ha organizzato al Teatro parrocchiale di Campitello di Fassa, ieri alle ore 18, un incontro pubblico dal titolo “L’opposizione al governo Monti. Luci ed ombre sul suo operato”. Un incontro a cui hanno partecipato, in qualità di relatori, l’On. Maurizio Fugatti, il Sen. Sergio Divina ed i Consiglieri Provinciali Alessandro Savoi e Claudio Civettini. L’obiettivo, sicuramente raggiunto, è stato quello di capire più e meglio i risultati ottenuti dopo un anno dalla insediamento del governo tecnico Monti.

Ad aprire la serata, partecipi una trentina di persone, la Presidente dell’Associazione Fassa Elena Testor ed il Segretario Politico Luca Guglielmi che ha brevemente illustrato l’oggetto dell’incontro e spiegato quanto l’Associazione che rappresentano creda nell’importanza di informare la gente su quanto avviene in Italia, nella prospettiva di investimenti futuri; creda nell’importanza del confronto tra Comunità di Fassa e coloro che, a vario titolo, sono stati chiamati a rappresentarci, in Parlamento come nel vicino Consiglio Provinciale, e da loro devono venire notizie, interventi e risultati.
La parola è passata poi all’Onorevole Fugatti che dopo una breve illustrazione sull’importante peggioramento, negli ultimi mesi, di dati come il Pil (che secondo le previsioni nel 2012 si sarebbe assestato al -1.2% ma nella realtà oscilla al -2.3%) e la disoccupazione, che ha sfondato il record storico dell’11%, è entrato nel merito di alcune delle più importanti manovre “lacrime e sangue” del governo Monti, spiegando come, ad esempio, l’imposizione dell’IMU non abbia portato ad alcun aumento di risorse economiche per il governo, l’introduzione dell’imposta infatti ha penalizzato l’acquisto di nuovi immobili, traducendolo in una minore entrata per i conti pubblici. L’Onorevole ha poi voluto chiarire l’annosa questione dello spread: “la diminuzione del nostro differenziale, che oggi si aggira sui 313 punti, non è dovuta ad alcuna manovra del governo tecnico, né alla “sicurezza” che dicono starebbe infondendo Mario Monti, bensì alla Banca Centrale Europea che con Mario Draghi ha introdotto liquidità economica!” Il discorso ha poi toccato la riforma federale, con il federalismo fiscale, “unica soluzione che porterebbe ad incidere sulla regolarità dei conti pubblici” e ancora sull’auspicio di una vittoria di Roberto Maroni, candidato alle Elezioni della Regione Lombardia, “se ciò si verificasse, e ne siamo certi, si verrà a costituire in maniera del tutto naturale una macroregione del Nord, con 20 milioni di abitanti, che potrà trattare con più forza sia a Roma che a Bruxelles il giusto riconoscimento di finanziamenti e opere che questa grande area si merita, che di conseguenza porterebbe a bloccare il pericoloso trasferimento di Aziende italiane in vicini paesi esteri (come Slovenia o Croazia)”.

“Il governo Monti non è un governo salvifico, come la stragrande maggioranza della stampa vorrebbe farci credere, i risultati di questo tecnicismo li stiamo iniziando a sentire, con il potere di acquisto uguale a quello del 1990, dove però le esigenze erano minori, ma li continueremo a sentire nel corso di molti anni” così ha iniziato il suo lungo ed articolato intervento il Senatore Sergio Divina, che ha chiarito come sia da autolesionisti pensare di riuscire a raggiungere un pareggio di bilancio già nel 2013, se il risultato è poi quello, com’è successo, di bloccare la crescita; ma è ancora più da autolesionisti prendere atto del blocco della crescita e attuare altre manovre correttive e chiedere agli italiani ulteriori sacrifici. Ha continuato poi spiegando come la nostra appartenenza monetaria all’euro e all’Europa, ci stia impedendo di fatto di attuare alcuni dei più istintivi ed efficaci strumenti per la crescita, come il battere moneta (dove oltre tutto l’inflazione ammortizzerebbe il debito), lo svalutare la moneta (traendone un balzo in competitività) ed infine l’attuare politiche di stampo keynesiano, ma anche questo risulta impossibile a causa del Patto di stabilità Europeo. Il Senatore ha concluso attaccando la riforma del lavoro: “prima di dire come licenziare, avremmo dovuto chiarire come assumere!” e scagliandosi contro la riforma pensionistica: “bisognava restituire soldi attraverso le pensioni, prelevandoli dalle fasce medio-alte e non tagliarle e procrastinarle di anni, così non si libereranno posti di lavoro e lo Stato dovrà intervenire mettendo in moto la spesa sociale (cassa integrazione, assegni di sostegno e via dicendo) ottenendola da un nuovo aumento delle imposte, quindi non c’è stato giovamento da questa riforma, bensì un’importante diminuzione di entrate pubbliche e un accanimento senza precedenti sul contribuente medio!”

Hanno concluso gli interventi i Consiglieri Provinciali Alessandro Savoi (“Monti il peggiore nemico delle Autonomie Speciali che la storia abbia mai visto”) e Claudio Civettini (“Monti non ci porterà via, anche se vorrebbe, la Nostra Autonomia, quello che però ci fa pensare è che il Presidente Dellai a Trento sostenga, assieme al collega Durnwalder, quanto detto dal collega Savoi e cioè che Monti è il peggior nemico delle Autonomie, salvo poi, per posizionarsi nel panorama politico nazionale, addirittura aderire ad un soggetto politico che chiede a gran voce di andare avanti con l’esperienza Monti, ad un Presidente di Provincia viene richiesta più coerenza!”

Sono seguite poi alcune domande da parte della platea, uno per tutti il Vicesindaco di Campitello Martin Boso che ha sottolineato la difficile situazione dei piccoli comuni, che si trovano stritolati dal patto di stabilità da una e molto spesso dalla mancanza di importanti rimborsi provinciali per spese effettuate, dall’altra” a cui ha risposto l’Onorevole Fugatti ricordando e spiegando nuovamente l’importanza di uno strumento come il federalismo fiscale, molto più efficace del patto di stabilità, perché ogni territorio riceverebbe risorse proporzionali a quanto prodotto e spingerebbe i meno virtuosi ad impegnarsi di più avendo garanzie di finanziamenti certi e reinvestibili sul territorio, una ruota di virtuosismo. Fugatti ha chiuso la serata soffermandosi sul progetto della Devolution, impostato dal Governo Berlusconi 2001-2006 che oltre a prevedere proprio una sorta di federalismo fiscale, dava indicazioni chiare per un’attenta revisione della spesa pubblica, un progetto che conteneva un taglio di 200 parlamentari, un progetto che andava a modificare la Costituzione e che quindi, non avendo ottenuto nella seconda votazione da ciascuna delle Camere la maggioranza di due terzi dei suoi componenti, fu sottoposto a Referendum confermativo che affossò definitivamente il progetto. Quindi, quello che la popolazione reclama a grande voce adesso era stato una strada intrapresa in precedenza.

Luca Guglielmi

incontrocampitello