L’impianto Soraga-Passo Costalunga e pista di rientro Campitello di Fassa

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Fassa ha seguito, nelle ultime settimane, con vivo interesse le vicessitudini del Piano stralcio della viabilità e mobilità del Comun General de Fascia.
Un progetto importante per il futuro della Nostra Valle, un progetto che ridisegnerà sostanzialmente l’assetto viario, ma anche economico, del Nostro Territorio.
Quindi, per riportare alcune parole della Procuradora Donei, adesso che “abbiamo centrato uno degli obiettivi principali[…]” anche l’Associazione Fassa ha deciso di rendere note alcune considerazioni proprie.
Crediamo sia doveroso partire dai malumori che le prime “promesse della Provincia” in merito alle opere da inserire nel Piano stralcio, avevano creato, quindi ancora più doveroso è complimentarsi con l’Esecutivo del Comun General per non aver ceduto e anzi insistito perché all’interno del calderone venissero inseriti altri progetti, altre necessità che, come abbiamo sempre detto, la Nostra Valle attende da tempo.
Ma se da una parte possiamo “esultare” per l’inserimento nel Piano, della strada del Passo Fedaia, scorporata dal Piano della Marmolada (promesso dall’Assessore Gilmozzi per ottobre 2012, ma di cui non v’è ancora traccia) o per l’inserimento, per quanto riguarda la mobilità alternativa, dell’impianto che da Moena raggiunge il Lusia, certo un bel po’ di amaro in bocca ce lo lascia l’esclusione, dicono momentanea, di due importanti progetti di due diversi comuni che, di conseguenza, escludono di fatto gli scopi unitari del ben comun, alla base del Comun General de Fascia.
Il Direttivo Associazione Fassa si chiede come si possa parlare di “visione di Valle e non di singolo comune” quando gli abitati di Campitello di Fassa e Soraga sono, di fatto, stati esclusi dalle opportunità derivanti dal Piano Stralcio, come figli di un Dio minore!
Da una parte infatti, l’Amministrazione di Campitello, supportata da oltre 500 firme di propri censiti, chiedeva l’inserimento nel Piano Stralcio e nel Piano Urbanistico Provinciale, la previsione urbanistica della pista sciistica di rientro (dal Col Rodella all’abitato stesso), una semplice presa d’atto delle proprie volontà.
Dall’altra, il Comune di Soraga presentava la proposta di collegamento tramite impianto a fune dall’abitato di Soraga al Passo Carezza, progetto promosso dalla SMA (società mobilità alternativa) che conta 150 soci ed un capitale sociale di oltre 5 milioni di euro. Anche qui, la stessa società, che conta tra i propri soci importanti aziende leader nella costruzione di impianti sciistici e surrogati, non ambiva all’inserimento nel Piano Stralcio per motivazioni economiche, avendo tutta la volontà, e la capacità capitale, di provvedere autonomamente alla costruzione e successiva gestione dell’impianto.
Ma quali le motivazioni reali di un diniego a queste opere da parte della Provincia?
Ci sembra strano credere che le opere di cui sopra non rispondano al criterio di viabilità o mobilità.
Con la pista di rientro, Campitello diverrebbe sicuramente più appetibile dal punto di vista turistico e quindi diminuirebbe il traffico in direzione Canazei e viceversa.
L’impianto proposto per Soraga dalla SMA, oltre a collegarsi con il Carezza, sgolfando così il Passo di Costalunga che conta oltre 6000 passaggi estivi, si collegherebbe con la stessa Moena e anche qui la diminuzione del traffico viario sembra non solo evidente ma lampante. Da uno studio commissionato dalla stessa SMA alla Scouting di Parma, risulterebbe che la costruzione del collegamento Soraga-Passo Carezza porterebbe all’abitato di Soraga e Moena un indotto complessivo annuo di circa 18 milioni di euro.
Per fare il punto dunque:
diminuzione del traffico pubblico e privato;
nessun sostanzioso contributo economico extra-ordinario da parte della PAT;
aumento dell’indotto per entrambi gli abitati di Soraga e Moena.

La previsione di tali opere all’interno del Piano Stralcio darebbe garanzie sulla realizzazione in tempi rapidi, visto la concreta conpartecipazione della Provincia.
Il Direttivo Associazione Fassa ritiene quindi che entrambe le opere dovrebbero entrare di buon grado in questo Piano, soprattutto poi se consideriamo altri vecchi aspetti.
Non è infatti da dimenticare che da progetto, al termine dei lavori della circonvallazione di Moena era previsto l’inizio lavori per la circonvallazione di Soraga, tramite galleria, con arrivo alla rotonda a monte dell’abitato di Soraga, ma i soldi per quest’opera sono finiti interamente, a causa di svariati motivi, a finanziare l’aumento dei costi per quella di Moena. Ma ancor di meno non è possibile dimenticare che la previsione urbanistica della pista di rientro di Campitello è condizione assoluta dello stesso Comune per acconsentire alla Circonvallazione tra Campitello e Canazei, quando sappiamo che il grosso dei lavori sarebbero proprio sul terreno di questo comune e che, senza un incentivo turistico, rischierebbe di perdere passaggi veicolari e visibilità per un’opera necessaria (e anche qui bisognerebbe discutere) all’esclusività dell’abitato di Canazei.

Per concludere, facciamo molta fatica a credere che queste opere troveranno, se non solo a voce e promesse, veloce collocazione nel Piano Territoriale del Comun General de Fascia, un esempio significativo è la tanto agognata ciclabile fassana che per scelte comprensoriali vedremo realizzata, forse (?) dopo 20 anni di gestazione.
Qualcuno dice che questo Piano sarà pronto nel 2014, ma seguendo con costanza e immancabile presenza i lavori della nostra Comunità di Valle, non possiamo che farci una sana e grassa risata!

Luca Guglielmi – Elena Testor