IMU, situazioni non considerate

In seguito alle numerose segnalazioni, quesiti e dubbi pervenutici anche via mail, l’Associazione Fassa ha deciso di farsi portavoce delle numerose persone che, a fronte dell’ulteriore balzello romano, l’IMU, si trovano, per svariati motivi, in difficoltà.

Il tempo a disposizione dei comuni, gli interlocutori di questa nuova imposta, per prepararsi all’attuazione della normativa è stato poco; talmente poco da non permettere un’accurata analisi di tutti i fattori da essa derivanti.

Non è il caso di perdere ulteriore tempo criticando o polemizzando sulle percentuali dell’ammontare economico di questa imposta. A riguardo, si sono largamente espressi altri. Ciononostante, il peso di questa imposta, soprattutto in riferimento alla prima casa (oggetto di indiscussa attenzione sociale), è veramente impattante.

Le problematiche che l’Associazione Fassa ha rilevato dalle mail ricevute e parlando con la popolazione sono svariate, ma per la maggior parte fanno capo all’ennesima nuova tassa. Siamo convinti che il motivo principale che ha portato a tale confusione ed incertezza sia dovuta alla troppa fretta, alla eccessiva velocità con cui è stata attuata l’IMU. Questa situazione ha portato la popolazione a confrontarsi molto spesso con registrazioni di proprietà al catasto mal interpretate e, in altri casi, ad affrontare situazioni non prevedibili, anche dal legislatore; se consideriamo che la vecchia ICI veniva calcolata secondo altri principi e, rispetto alla nuova IMU, consentiva maggiori agevolazioni e sgravi, proprio in sintonia con quell’attenzione sociale di cui sopra!

L’Associazione Fassa vuole portare come esempio:

  • quelle persone che, per motivi di lavoro hanno dovuto spostare la loro residenza e si trovano adesso ad avere la “prima casa”, nel proprio paese d’origine, tassata come seconda abitazione.
  • quelle abitazioni intestate a persone diverse da coloro che vi risiedono, come la casa del genitore data in comodato d’uso al proprio figlio o viceversa, considerata e tassata come seconda casa.
  • quelle persone anziane, o diversamente abili, che, dopo anni di sacrifici, vedono la propria casa ipertassata a fronte di una pensione spesso appena sufficiente per vivere, tanto da  dover impiegare più mensilità per saldare il romano balzello.

Anche in Valle di Fassa, la cosiddetta “isola felice”, queste realtà esistono (e non andrebbero ignorate), ma in Fassa abbiamo il millantato Comun General: la sintesi di tutti e 7 i Comuni. Questo nuovo Ente che, a causa delle (attuali) poche competenze, arranca alla ricerca del proprio spazio, dimostri alla Comunità di Fassa che sa come e dove muoversi, ma soprattutto che ha gli strumenti (organici ed economici) per poterlo fare.

Per questo l’Associazione Fassa vuole porre questi argomenti proprio all’attenzione del Comun General de Fascia e, in particolare, all’Assessorato alle Politiche Sociali, augurandosi vi sia una precisa presa di posizione indirizzata all’aiuto ed al sostegno di queste realtà in difficoltà. Nondimeno chiede allo stesso Comun General, nella persona della Procuradora, di essere promotore, con tutti i sindaci, di un tavolo di lavoro volto a trovare soluzioni concrete e immediate a queste pesanti situazioni, impreviste e non ancora considerate.

Elena Testor
Luca Guglielmi